Certosa di Trisulti – Collepardo (FR)

Cosa vedere e cosa visitare alla Certosa di Trisulti

Ai piedi del Monte Rotonaria, una delle più caratteristiche montagne del gruppo dei Monti Ernici, immersa in un paesaggio fiabesco, tra irte rupi, foreste secolari e orride gole, la Certosa di Trisulti si erge elegantemente su uno sprone roccioso, a dominio di un’ampia e selvaggia vallata.

Anche se conosciuta come certosa, quello di Trisulti è un monastero che sorge a 825 m di altitudine ed è stato eletto monumento nazionale nel 1873. La gestione dell’intero complesso monastico è curata, dal 2014, dal Polo Museale del Lazio.

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Le origini della Certosa di Trisulti

Il nome Trisulti ha origine latina e deriva dal termine “tres saltibus”. Fu un nome attribuito ad un castello del XII gestito dai Colonna e che dominava i tre valichi o “salti” che conducevano verso l’Abruzzo, verso Roma e verso la Ciociaria. Anche del castello non rimangono che pochi ruderi. Tale nome fu poi esteso al territorio circostante in particolare sulle pendici del Monte Rotonaria. Il complesso nel corso dei secoli è stato ampliato e modificato più volte, e si presenta attualmente con forme essenzialmente barocche. Nel 1947 è passato alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari.

Il primo complesso abbaziale fu fondato da San Domenico da Foligno e risale al 996. Ora ne rimangono solo alcuni resti a poca distanza dall’attuale Certosa di Trisulti che fu costruita nel 1204 per volere di papa Innocenzo III dei Conti di Segni e fu assegnata ai Certosini. La consacrazione della Chiesa di San Bartolomeo fu eseguita, invece, nel 1211.

L’ingresso e il piazzale

Un grande portale, sul quale possiamo osservare un busto di San Bartolomeo, realizzato da Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo, segna l’ingresso al grande complesso della Certosa di Trisulti. Oltrepassato il portale si entra nel magnifico piazzale su cui si affacciano l’antica foresteria, denominata Palazzo di Innocenzo III, la biblioteca, che ospita circa 36.000 volumi e la Chiesa di San Bartolomeo. Particolarmente interessante è proprio la foresteria, in stile romano-gotico in cui si possono ammirare il bellissimo portico e la terrazza.

La Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa, punto centrale di tutta la certosa è stata, nel corso dei secoli, più volte modificata. Infatti, all’antica struttura gotica si è sovrapposta, soprattutto nei particolari decorativi, quella barocca. La chiesa dedicata alla Vergine Assunta, a San Bruno e a San Bartolomeo presenta una facciata realizzata dall’architetto Paolo Posi nel 1798.

Come tradizionale consuetudine dei certosini, l’interno è, dal punto di vista iconografico, diviso in due parti: quella dedicata ai padri e quella dedicata ai conversi. Oltre alle innumerevoli opere pittoriche presenti, balzano agli occhi due bellissimi cori in legno. Il primo risalente al 1564 costruito da Mastro Iacobo mentre il secondo è opera di frate Stefano e risale al 1688.   Nella chiesa sono conservate pregevoli opere pittoriche di , tra cui un dipinto sulla strage degli innocenti.

Sulla volta possiamo inoltre osservare dei bellissimi affreschi che rappresentano la Gloria del Paradiso risalenti agli ultimi anni del XVII secolo. Questi, sono tutti opera di Giuseppe Caci mentre nella chiesa le opere pittoriche di cui accennavamo sono di Filippo Balbi. Tra queste, notevole è il dipinto sulla strage degli innocenti.

La farmacia

L’attrazione principale della Certosa di Trisulti è costituita dall’antica farmacia, ovesono conservate numerose ampolle e bottigliette contenenti erbe medicamentose, e alla quale si accede da un vialetto che attraversa un grazioso giardino, le cui piante sono state curiosamente potate a mo’ di animali e figure fantastiche.

Una piccola porticina dà sul corridoio della farmacia, interamente affrescata con motivi allegorici, dal pittore napoletano Filippo Balbi, intorno al 1860.

Cosa vedere nei dintorni della Certosa di Trisulti

Nei pressi della Certosa di Trisulti troviamo il borgo di Collepardo con le vicine grotte omonime, e il pittoresco borgo turrito di Vico nel Lazio con il suo straordinario Pozzo d’Antullo. Poco più distanti sono, invece, Guarcino patria dei famosi amaretti e Alatri, una delle città d’arte più belle e nobili del Lazio meridionale, entrambe meritevoli di una visita.  Sempre nei pressi della certosa si può raggiungere Veroli e il vicino Prato di Campoli, punto di partenza per molte escursioni verso le vette più alte dei Monti Ernici nel versante laziale. Inoltre, a circa 20,5 km dalla Certosa di Trisulti è possibili visitare la bellissima Abbazia di Casamari.

Per tutti gli appassionati di escursionismo e trekking segnaliamo che, nei pressi della Certosa di Trisulti partono numerosi itinerari alla volta delle belle vette di Monte La Monna e Monte Rotonaria.

Come visitare la Certosa di Trisulti

Orari di visita

La visita alla Certosa di Trisulti è libera ed è regolata dai seguenti orari:

Da aprile a settembre: 9:30 – 12:00 e 15:30 – 18:30
Da ottobre a marzo: 9:30 -12 e 15:30 – 17:30

N.B. gli orari delle visite e di apertura della Certosa potrebbero subire delle variazioni. Pertanto Vi consigliamo di fare sempre riferimento alle informazioni rilasciate chiamando il numero 0775.47.024.

Informazioni turistiche

Certosa di Trisulti
Via Trisulti, 20
03010 Collepardo (FR)
Tel. +39 0775.47.024

Biblioteca di Trisulti
Tel. +39 0775.47.025

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