Cosa vedere a Vivaro Romano
Scopri Cosa Fare e Come Arrivare
25 Gennaio 2026

Vivaro Romano: un viaggio nel tempo tra storia e natura
Nascosto tra le montagne della Sabina, Vivaro Romano ti aspetta per un viaggio emozionante attraverso i secoli. Immergiti nella sua storia millenaria, scopri i suoi tesori nascosti e lasciati avvolgere dalla bellezza incontaminata della natura circostante. Il borgo medievale si trova a 757 meri d’altezza e guarda verso la piana di Carsoli, i Monti Simbruini e i Monti Lucretili. Monumento simbolo è il Castello Borghese, fortezza risalente all’XI secolo durante il regno longobardo.
Origini e Storia: Un borgo antico con un passato glorioso
Le origini di Vivaro Romano affondano nel lontano VIII secolo a.C., quando il territorio era abitato dagli Equi. La sua storia è strettamente legata a quella della vicina colonia romana di “Carsioli” (l’attuale Carsoli, al confine con l’Abruzzo).
Intorno al 302 a.C., gli Equi, dopo aver attaccato Alba Fucens, si scontrarono con la Repubblica Romana e vennero assoggettati alla neonata colonia di Carsioli.
Il nome “Vivarium” compare per la prima volta proprio con la fondazione della colonia romana. Esistono due possibili interpretazioni per la sua etimologia: alcun ipotizzano derivi da “vivarium” che potrebbe indicare un luogo dove venivano allevate bestie feroci o un luogo dedicato all’allevamento per il sostentamento della colonia. La teoria più accreditata lo collega all’abbondanza di sorgenti d’acqua nella zona, tra cui la fonte di San Benedetto, che Carsioli sfruttò per costruire un acquedotto.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Vivaro Romano seguì le vicende del Ducato di Spoleto e dell’Abbazia di Farfa, fino a quando, nel XIV secolo, passò sotto il dominio degli Orsini. Questi ultimi iniziarono la costruzione del castello nel 1440.
Nel corso dei secoli, il feudo di Vivaro fu conteso da diverse famiglie nobili, tra cui i Brancaleone, i Cenci, i Vitelli e i Ceuli. Nel 1525, il signore di Vivaro, Alimonte Brancaleoni, dovette difendere il suo dominio in una controversia ereditaria. In seguito a tali eventi, gli abitanti del borgo cercarono di ottenere l’indipendenza dai signori del castello, costituendosi in “communitas” o “universitas”.
Nel 1609, il feudo fu acquistato da papa Paolo V Borghese per il nipote Marco Antonio II.
Nel 1798, Vivaro si oppose alla Repubblica Romana e insorse contro i francesi. La popolazione si asserragliò nel castello, ma alla fine fu costretta a capitolare e la rocca fu distrutta.
Durante il Risorgimento, si schierò a favore dell’Unità d’Italia e accolse con entusiasmo il passaggio di Garibaldi.

Cosa vedere a Vivaro Romano
Il Castello Borgese e il Museo
Al centro del paese, in posizione rialzata, sono visibili i resti del Castello Borghese attestato già al 1012. Oggi sono visibili la Torretta a 3 piani e resti delle mura. All’interno si trova un parco e una cavea. Oggi ospita il Museo Demo Etnoantropologico e Storico-Archeologico Castrum Vivarii. All’interno sono esposti i resti del Castello Borghese, reperti e documenti che raccontano la storia del borgo e del territorio circostante. L’importanza storica della rocca l’hanno portata ad essere inserita nelle Rete delle Dimore Storiche della regione Lazio.
Il Centro Storico
Percorrendo i silenziosi vicoli del borgo medievale ci apparirà la Chiesa di San Biagio, la maestosa chiesa parrocchiale, ricostruita nel 1910, con il suo stile romanico rivisitato e le opere d’arte che la impreziosiscono. La sua fondazione risale al 1505 ma è probabile che era già presente durante l’incastellamento. All’interno si possono ammirare, un fonte battesimale, un altare maggiore e tre trittici di pregevole fattura.
Da vedere è la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, una piccola cappella votiva dedicata al Santo, luogo di devozione e preghiera per gli abitanti del paese.
A circa 3 km dal paese sorge il Santuario di Maria SS. Illuminata posto sul Colle di Santa Maria. Immerso nella natura, si venera la sacra immagine della Madonna Illuminata legata ad un’antica leggenda. Si racconta che un fascio di luce dal cielo indicò il luogo dove si trovava l’immagine della Madonna e li fu costruita la futura chiesa.
Possiamo prenderci un breve momento di pausa dalla nostra visita per rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre e all’appuntato Ippolito Cortellessa, eroe locale, presso il Monumento ai Caduti.

Cosa Fare e Vedere nei Dintorni di Vivaro Romano
Natura incontaminata e sentieri da percorrere
L’antico borgo di Vivaro Romano è una delle tappe del Cammino di San Pietro Eremita, un percorso costituito da tre anelli immerso nel verde dei boschi e circondati da panorami di grande suggestione, e a tratti solenni e magici.
L’area circostante è ricca di Fonti sorgive, sorgenti d’acqua pura che sgorgano dal territorio, come la Fonte della Nocchia (a poca distanza dal centro); la Fontana della Scentella, struttura in pietra del XVI secolo con scolpito lo stemma della famiglia Ceuli; e, infine, la Fonte di San Benedetto che un tempo alimentava un mulino del 1867, oggi chiamato semplicemente “La Mola”.
Inoltre il borgo si trova a poca distanza dalla Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia, dal Parco Naturale dei Monti Simbruini, dal Parco Naturale dei Monti Lucretili e dalla splendida Valle dell’Aniene. Tutte aree di grandissimo interesse storico e ambientale, attraversati da una fitta rete di sentieri.
Vivaro Romano è un luogo ideale per chi ama la storia, la natura e l’autenticità. Ogni stagione è ottima per scoprire i suoi tesori nascosti e vivere un’esperienza indimenticabile.
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Ristoranti, Trattorie e Pizzerie
Scopri la cucina tipica di Vivaro Romano da degustare nei migliori Ristoranti e trattorie del borgo. Un viaggio tra i piatti locali e regionali, specialità e sapori genuini da assaporare immersi tra vicoli medievali e suggestivi panorami collinari…
Informazioni Turistiche
Comune di Vivaro Romano
Piazza della Repubblica, 4 – 00027 (RM)
Tel. +39 0774.90.31.43
Sito Web del Comune




