LA CITTA' PERDUTA DI GALERIA - Roma


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Dalla frazione di Osteria Nuova, raggiungibile con diverse vie, si arriva al borgo di Santa Maria di Galeria. Superato il borgo, dopo circa 300 metri si stacca sulla destra una strada sterrata. La stessa sterrata si troverà sulla sinistra, 300 metri prima di Santa Maria di Galeria per chi proviene da Boccea e percorre la strada in direzione di Osteria Nuova. Percorsi 200 metri di sterrata si giunge ad una piazzola dove si consiglia di parcheggiare.
Si prosegue così a piedi lungo la strada per altri 200 metri fino a scorgere tra la vegetazione alcuni ruderi. Dirigendosi verso l’altura, dopo essere passati sotto un arco, si entra nel vecchio borgo di Galeria.


Le rovine di Galeria, immerse nell’Agro Romano a nord della capitale, sono arroccate su uno sperone tufaceo limitato ad ovest dal Fiume Arrone. Questo sperone di forma pressoché quadrangolare costituiva al tempo un’ottimagaleria antica difesa naturale. Abbandonata da più di
due secoli la vegetazione ha preso il sopravvento in tutta l’area dove sorgeva la città fortificata creando un ecosistema unico nel suo genere. Infatti, tra i ruderi possiamo ammirare specie vegetali di grande interesse tra cui lecci e aceri, ma anche cerri, olmi e ontani.

Anche per questo motivo le rovine di Galeria, nel 1999, per delibera della regione Lazio, sono state dichiarate Monumento Naturale. Il paesaggio che Galeria offre al visitatore sarà simile a quello che si presentò agli occhi dell’archeologo inglese Thomas Ashby che passò di qui a cavallo tra il tra il XVIII e il XIX secolo.
Queste le parole di Ashby nel descrivere Galeria: “La pittoresca desolazione delle sue strade, semiricoperte di vegetazione e dei suoi edifici sgretolati lo rende uno dei luoghi più belli da visitare per quanti amano gli angoli isolati nelle vicinanze di Roma…”




Le Vicende Storiche


Le fonti di cui disponiamo sulla nascita della città di Galeria ci lasciano due versioni differenti: la prima afferma che la città fu fondata dall’antico popolo dei Galerii di cui però non sappiamo di preciso né l’esatta area di dominazione né il periodo esatto in cui questo popolo è vissuto.
Alcuni ritrovamenti etruschi fanno però pensare (e da qui la seconda ipotesi) che Galeria fu galeria anticafondata al tempo della dominazione etrusca e che all’epoca prendeva il nome di Careia. La testimonianza del loro sicuro passaggio è data dalla presenza nella zona di alcune piccole necropoli con tombe a camera sparse qua e la nella gola sottostante l’abitato ed alcuni resti di mura all’interno dell’abitato.
Careia era un centro di modesta importanza a guardia dei confini meridionali del territorio etrusco posta tra le importanti città di Veio e Cerveteri. Un altro dato certo è che dopo il declino degli etruschi fu colonizzata dai romani come testimoniano alcuni archi a sesto acuto e le costruzioni ad “opus incertum” ritrovate nella città. Come tutte le città satelliti di Roma, anche Galeria decadde sotto la spinta delle invasioni germaniche, per essere ripopolata solo nel medioevo. Nell’VIII secolo d.C. papa Adriano I, che mirava ad un’espansione e a un consolidamento dell’area della Campagna Romana, fondò in una Galeria in rovina una Domus Cullate. Questa venne poi trasformata in “curtis” da papa Gregorio IV nell’anno 840 d.C.
Qualche decennio più tardi i Saraceni, che in quel periodo imperversavano sulle coste tirreniche, assediarono e distrussero Galeria. Ricostruita e ampliata fu proprietà dei Conti di Galeria e successivamente, dall’anno 1276 appartenne alla famiglia Orsini. I passaggi di mano furono molto numerosi cosicché nel 1486 divenne proprietà dei Colonna a cui seguirono i Caetani, i Savelli e in ultimo i Sanseverino. Con il passaggio a quest’ultima famiglia per Galeria iniziò un lento ma inesorabile declino che la vide nel corso degli anni trasformarsi da centro fortificato a tenuta agricola. Com’è ovvio la popolazione ebbe un forte calo che culminò con la malaria che durante il 1700 infestava l’Agro Romano. Ormai in rovina e ridotta per lo più a rifugio di pochi disperati, Galeria fu completamente abbandonata nell’anno 1809.




La Visita alla città di Galeria Antica

Prima di descrivere quello che possiamo trovare nella città morta di Galeria un avvertimento è d’obbligo. Pur non avendo bisogno di permessi particolari per accedere al sito è da sottolineare il fatto che in tutta la zona l’intricata vegetazione nasconde alcune buche a volte anche profonde e che molte rovine sono alquanto pericolanti. Con un po’ di attenzione tuttgaleria anticao diventa più facile e ci si può tranquillamente immergere nel fascino della visita.
Così, arroccate sullo sperone di tufo troviamo molti ruderi di case che costituivano il centro vitale della Galeria medioevale. Sappiamo con certezza che all’interno dell’area fortificata sorgeva un castello andato completamente distrutto di cui restano solo alcune macerie. Annessa al castello era la Chiesa di San Nicola di cui possiamo ammirare il piccolo campanile eretto nel XVIII secolo, unica testimonianza dell’esistenza di questa chiesa.
Infatti, durante le epidemie di malaria, la chiesa, già malandata e in forte stato di abbandono, fu trasformata in cimitero dagli abitanti che avevano necessità di seppellire le loro vittime. Comunque, oltre a questa chiesa all’interno del borgo ne sorgevano altre tre: Sant’Andrea, Santa Maria della Valle, conosciuta anche con il nome dell’Ospedale Vecchio, e la Chiesa di San Sebastiano.
La prima venne completamente distrutta da un incendio nel 1816, la seconda fu devastata da un fulmine sul finire del XVI secolo, e alla terza non toccò sorte migliore. La Chiesa di San Sebastiano, in cui venivano effettuate le funzioni liturgiche in onore del santo, venne demolita alla fine del 1600. Tranne la mulattiera principale che attraversa il borgo non esiste un preciso percorso di visita. Altre costruzioni si trovano sparse e seminascoste dalla vegetazione un po’ ovunque nei dintorni della zona centrale. Un esempio significativo è il ponte che attraversa il Fiume Arrone a valle del borgo.




Curiosità

Il fantasma “senz’affanni”


Un’antica leggenda del luogo narra la storia di un fantasma menestrello di nome “Senz’affanni”. Morto circa trecento anni fa, torna puntualmente ogni anno, tra le antiche mura di Galeria cantando e suonando per la sua amata donna in sella ad un bellissimo cavallo bianco.
Ma la leggenda sembra aver preso vigore tra coloro che asseriscono di sentire il rumore di zoccoli e un suono simile ad un lamento che proviene dalla valle sottostante l’antico abitato. Le stesse persone asseriscono di averlo sentito specialmente in inverno durante le piene del Fiume Arrone. Chi non crede alla presenza del fantasma sostiene che il rumore che si ode, accompagnato da un sibilo simile ad un lamento, altro non è che lo scorrere impetuoso del Torrente Arrone sulle rocce nel punto in cui questo attraversa alcune cavità sotto il borgo.


Uno strano abbandono

Intorno alla metà del XVIII secolo gli abitanti del luogo iniziarono a morire in modo alquanto misterioso. Avvalendoci delle attuali ricerche si può ritenere che quelle morti sospette furono dovute ad un’epidemia di malaria, malattia non rara in una zona che all’epoca si presentava invasa in più punti dall’acqua che esondava dal Torrente Arrone.
Nonostante questa più che plausibile spiegazione, quello che non si riesce ancora a capire è perché la città fu abbandonata così precipitosamente da lasciare nel posto non solo attrezzi e suppellettili ma persino i cadaveri dei loro cari. I corpi furono rinvenuti solo agli inizi dell’800 e ebbero degna sepoltura mezzo secolo più tardi. Tra l’altro gli abitanti di Galeria, rimasti all’epoca dei fatti in poche decine, decisero di trasferirsi a solo 1 chilometro da Galeria per fondare un altro borgo chiamato Santa Maria di Galeria Nuova.


Informazioni Turistiche per la Visita

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Accesso: Su Strada
Comune: Roma
Tipologia attuale: Ruderi
Origine: Etrusca
Età di fondazione: V-IV secolo a.C.
Età di abbandono: 1809
Motivo dell’abbandono: Epidemia di malaria
Modalità di visita: Ingresso libero




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