Collegiata di Santa Cristina – Bolsena (VT)

Alla scoperta dei miracoli di Santa Cristina

All’epoca medievale risale un monumento di notevole importanza religiosa ed artistica e sicuramente il più famoso di Bolsena: è la Collegiata di Santa Cristina, eretta nel XI secolo in stile romanico, ma restaurata alla fine del Quattrocento con la costruzione dell’elegante facciata rinascimentale ad opera dei maestri Buglioni.

L’austero interno, a tre navate con colonne in parte di derivazione romana, conserva numerose opere d’arte. Tra queste, diverse tele del XVII e del XVIII secolo, alcune terrecotte e ceramiche policrome di scuola robbiana raffiguranti vicende del martirio della Santa Patrona (Cappella di San Michele) e, nella Cappella di Santa Cristina, bellissimi affreschi del XIV e XV secolo, anch’essi incentrati sullo stesso tema.

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Il miracolo della giovane Cristina

Si racconta che nel 292 Cristina, la giovane figlia di un prefetto romano, accanito persecutore dei cristiani, si convertì alla nuova fede. Il mostruoso padre, infuriato e deciso a punire la giovinetta, la sottopose ad orribili torture. Tra queste era previsto il taglio della lingua. Poi ordinò che ella fosse gettata nelle acque del lago con un masso legato al collo. Tuttavia questo, miracolosamente, anziché andare a fondo galleggiò, facendo salva così la fanciulla e indicandone a tutti gli scettici astanti l’indiscutibile santità; ma l’atrocità dei supplizi subiti non permise a Cristina di sopravvivere, e pochi giorni dopo finì col morirne.

La pietra di Santa Cristina

La pietra miracolosa venne però conservata e divenne presto l’altare che sarebbe stato protagonista, dieci secoli dopo, di un altro fatto straordinario. La Collegiata di Santa Cristina è infatti nota per il Miracolo del Corpus Domini, avvenuto secondo la tradizione nel 1263, quando un certo Pietro da Praga, un prete boemo che stava recandosi a Roma in pellegrinaggio, decise di sostare a Bolsena e di celebrare la Santa Messa sull’altare di Cristina.

Poiché egli in cuore nutriva dubbi sulla transustanziazione, la mano divina (e forse lo spirito della Santa) volle respingerli e durante la cerimonia l’ostia consacrata balzò sull’altare e stillò sangue, con grande commozione dei fedeli presenti.

La pietra di Santa Cristina, macchiata dall’ostia sanguinante, è custodita nella barocca Cappella del Miracolo (1693), dove peraltro si ammira una tela di Francesco Trevisani, a ricordo dell’evento sacro. Dalla Cappella del Miracolo si accede poi alla Grotta di Santa Cristina, che custodisce (incastonata in un ciborio del IX secolo) una pietra basaltica con impresse le orme della Martire (ella l’avrebbe calpestata prima di essere spinta nelle acque del lago) e da cui diparte un esteso ed oscuro complesso di catacombe, risalenti ai secoli II-V d.C., dove si trova il sarcofago con le spoglie della Santa.

Il Corpus Domini e i Misteri di Santa Cristina

Il ricordo di tali sacri prodigi è rievocato ogni anno da eventi e manifestazioni popolari di eccezionale fascino. In primo luogo la festa del Corpus Domini, originariamente istituita l’11 agosto 1264 da Urbano IV in memoria del miracolo della Collegiata: il 18 giugno una maestosa infiorata trasforma il borgo medievale, che viene attraversato da una colorita processione. La sera del 23 e la mattina del 24 luglio si svolge invece l’emozionante celebrazione dei “Misteri di Santa Cristina”. Di origine medievale, si tratta di una rappresentazione delle vicende e del martirio di Santa Cristina, e ha per molti versi un carattere macabro: le scene dei dieci misteri vengono infatti raffigurate dal vivo, e per ognuna di esse una fanciulla viene fintamente sottoposta alle varie torture subite dalla Santa durante il suo martirio.

Come visitare la Collegiata di Santa Cristina

La Collegiata di Santa Cristina è visitabile liberamente. Le annesse catacombe e il sepolcro di Santa Cristina sono invece visitabili soltanto con una guida e previo pagamento di un biglietto.

Cosa vedere nei dintorni della Collegiata di Santa Cristina

Trovandoci nel cuore di Bolsena, è consigliabile una visita al suo curatissimo centro storico, con negozi, botteghe, ristoranti dall’aspetto caratteristico ed antiche abitazioni spesso ornate con drappi, fiori e piante, è dominato dalla massiccia Rocca Monaldeschi uno dei suoi monumenti più rappresentativi, e a cui sono legate leggende popolari di spettri e di inquietanti apparizioni.

Se, invece, si esce dal paese si può fare il periplo del Lago di Bolsena, uno dei laghi più grandi d’Italia per estensione. Altra località che merita una visita è Montefiascone. Questo, importante centro culturale ed economico dello Stato Pontificio in tempi passati, conserva dei monumenti di un certo valore storico e architettonico come le chiese di Santa Margherita e San Flaviano oppure la grandiosa Rocca dei Papi. Proseguendo verso sud, nella parte occidentale del lago, a 11,5 km dal borgo, sorge l’interessante centro di Valentano. Da Valentano, possiamo avvicinarci al Lago di Bolsena e dopo circa 9 km troviamo . Se ci dirigiamo a nord (partendo da Gradoli) incontreremo il suggestivo borgo medievale di Grotte di Castro e per finire immancabile è la visita a Civita di Bagnoregio a circa 26 km a est del paese.

Informazioni turistiche

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Largo la Salle, 3
Tel. +39 0761.79.51
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Ufficio Turistico
Piazza Matteotti n. 9
Tel. +39 0761.79.99.23
Sito Web

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