Oasi di Ninfa

L’Oasi di Ninfa – La Nascita di un Giardino

Dopo circa 500 anni, in cui la fiorente città di Ninfa versò in condizioni di forte degrado e abbandono, un erede della famiglia Caetani, Gelasio, iniziò una grande opera di bonifica e restauro che interessò tutta l’area. Oltre al recupero completo della torre principale del castello e del municipio adibito attualmente a edificio per uffici e convegni, impiantò tra le mura dell’antica città, un numero considerevole di specie botaniche tra cui alcune molto rare.

Era l’anno 1920 e con la guida della madre Aba Wilbraham Caetani, che aveva già operato nella messa a punto del giardino botanico di Fogliano nei pressi di Latina, Gelasio Caetani, con interventi botanici degli di un genio, fece diventare una zona impervia e quasi inaccessibile uno dei giardini più belli d’Italia.
L’incantevole giardino è giunto fino a noi anche per la grande dedizione del fratello di Gelasio, Roffredo, di sua moglie Margherite Chapin Caetani e della loro figlia Leila Caetani Howard che, essendo l’ultima erede del secolare casato, intestò tutti i suoi possedimenti alla Fondazione Roffredo Caetani istituita da lei stessa poco tempo prima di morire nel gennaio del 1977

Oasi di Ninfa - I Parchi Naturali, Riserve e Oasi del Lazio

La Flora dell’Oasi di Ninfa

Una delle particolarità dei Giardini di Ninfa, oltre alla loro spettacolarità è quella di avere, tra le tante specie botaniche, alcune piante provenienti da diverse parti del mondo che hanno trovato in questa zona un ottimo clima dove poter accrescersi e riprodursi. Durante la visita potremmo quindi ammirare piante quali l’Albero della Nebbia proveniente dall’estremo oriente.
La rupe di Norma protegge l’Oasi di Ninfa dai freddi venti del nord ed inoltre la stessa è attraversata da un corso d’acqua che ne mitiga e regola ancora di più il clima. Queste due particolari condizioni hanno fatto si che i Giardini di Ninfa potessero accogliere specie vegetali che difficilmente potrebbero sopravvivere in altri ambienti.

Il “Ponte del Macello”

Nel lato sud della cinta di mura si trova un piccolo ponte a due campate sotto il quale scorre il Fiume Ninfa nel punto in cui esce dalle mura dell’antica città. Questo particolare ponte è denominato “del macello” e sull’origine del nome si fanno due ipotesi.
La prima, ci narra di una cruenta battaglia avvenuta nei pressi del ponte. In questa battaglia per la difesa della città, il sangue dei soldati colpiti dalle lance scorreva nelle acque del fiume facendolo diventare di colore rosso. La seconda, più verosimile ma certamente meno suggestiva, ci parla di una costruzione che sorgeva nei pressi del ponte. Questa costruzione, andata completamente perduta, con tutta probabilità serviva per la macellazione della carne.

Informazioni turistiche

Fondazione Roffredo Caetani onlus
Informazioni per la visita (no prenotazione)
Via della Fortezza
04010 Sermoneta (LT)
Sito Web: www.fondazionecaetani.org

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