Ninfa

La città fantasma di Ninfa

Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche. Sopra Ninfa s’agita invece un’olezzante mare di fiori, ogni parete, ogni muro, ogni chiesa ed ogni casa sono avvolti in un velo d’edera e su tutte le rovine sventolano le bandiere purpuree del dio trionfante della primavera.

Questo scriveva Ferdinando Gregorovius, il grande storico viaggiatore, nel suo “Passeggiate Romane” sul calare del 1800. Ora, nel cuore dell’Oasi WWF, le rovine di Ninfa ci appaiono affascinanti come allora rese forse ancor più spettacolari dai bellissimi giardini in cui sono immerse. Ninfa, sovrastata dalla rupe su cui sorge l’abitato di Norma, offre scorci senza limite, dove storia, arte e natura trovano un’intesa perfetta, intesa difficilmente riscontrabile in altre parti d’Italia.

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La storia di Ninfa

Alcuni documenti risalenti all’età classica ci indicano che nella zona in cui sorgono ora le rovine di Ninfa esisteva un tempio dedicato alle ninfe. Da qui probabilmente il nome di questa città sorta nel corso dell’VIII secolo d.C. Ma veniamo ai fatti che hanno portato alla nascita e allo sviluppo, in pieno medioevo, di uno dei più fiorenti centri del Lazioscopri di più sulla storia di Ninfa

La visita a Ninfa

Le 9 chiese

Al culmine del suo splendore Ninfa era ricca di chiese e torri. Era difesa da una doppia cinta di mura e fornita di opere sia per l’approvvigionamento idrico che per gli attracchi fluviali. Le mura, munite di merli, erano interrotte da torri difensive a base quadrata. All’interno della cinta muraria sorgevano sette chiese (San Biagio, San Leone, San Martino, San Giovanni, San Salvatore, Santa Maria Maggiore, Sant’Angelo).

Altre due chiese furono invece edificate al di fuori delle mura ed erano chiamate San Clemente e San Pietro. Di queste chiese rimangono resti significativi solo di quella dedicata a Santa Maria Maggiore. All’interno di questa, si trovano alcuni affreschi che, nonostante le intemperie, presentano ancora un discreto stato di conservazione. Restano comunque visibili i resti anche delle chiese di San Giovanni, San Salvatore e San Biagio.

I nomi di sette delle nove chiese risalgono al tempo in cui fu incoronato papa Alessandro III. Questo, infatti, volle ringraziare Ninfa attribuendo ad ognuna di esse il nome di importanti chiese romane. Tra le dieci torri della città, simbolo delle famiglie più ricche e potenti, spiccava quella fatta erigere da Pietro Caetani. Questa si trova nelle vicinanze del laghetto in cui, ancora oggi, si specchia la sua elegante mole.

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Il castello dei Caetani

Le case, quasi tutte a due piani, erano munite di un solaio o di un granaio. La vita si svolgeva nelle numerose piazze che ospitavano botteghe sia artigiane che commerciali. La costruzione che senz’altro spicca maggiormente tra i viali del giardino è il Castello dei Caetani, integro nel lato che volge a sud, presenta, agli angoli della facciata, due torri merlate quadrangolari disposte ad angolo rispetto alla linea della facciata stessa. I restauri messi in atto dalla famiglia Caetani dal 1920 ad oggi hanno riportato alla luce quasi tutte le costruzioni più importanti tra cui la Torre e il Castello Caetani, con i suoi eleganti merli, i ruderi delle sette chiese all’interno delle mura, (recuperate anch’esse in più tratti) e il municipio (oggi adibito a palazzo di rappresentanza).

Il Fiume Ninfa

Oltre a questi importanti monumenti, immersi nello splendido giardino, sorgono alcuni resti delle numerose case che formavano il nucleo centrale dell’abitato e un particolare ponte detto “del macello” posto nel punto in cui il Fiume Ninfa attraversa le mura per scorrere nell’Agro Pontino fino al Fiume Sisto. Tutti gli scenari vengono lasciati ora allo sguardo meravigliato e attento del visitatore che troverà, nell’incantevole cornice dei Giardini di Ninfa, uno dei luoghi più suggestivi e coinvolgenti della nostra penisola.

Scheda di Ninfa

Accesso: Su strada
Tipologia attuale: Ruderi a giardino
Origine: Medievale
Età di fondazione: 745 d.C.
Età di abbandono: 1381 d.C.
Motivo dell’abbandono: Distruzione a causa di lotte interne
Modalità di visita: Ingresso a pagamento con visita guidata

Informazioni turistiche

Comune di Sermoneta
Sito web del Comune

Comune di Cisterna di Latina
Sito web: http://www.comune.cisterna-di-latina.latina.it/it/

Giardino di Ninfa
Sito web: http://www.giardinodininfa.eu/

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