Cori (LT)

Cosa visitare e cosa vedere a Cori

Cori è uno dei borghi più ricchi di testimonianze storiche tra i centri della provincia di Latina. L’attuale Cori è ciò che rimane dell’antica città di Cora, che la tradizione vuole sia fondata tra il XII ed il XII a.C. Adagiata su un colle alle pendici dei Monti Lepini, il panorama spazia sui Colli Albani e sulla Pianura Pontina. Nelle giornate limpide dalla parte più alta del paese si può ammirare la linea di costa del Mar tirreno, il Promontorio del Circeo e perfino l’arcipelago ponziano.

I primi insediamenti umani in questo territorio risalgono all’Età del Bronzo, mentre i documenti in cui viene indicato il nome di Cora lo legano alle vicende storiche dei Prisci Latini, antica federazione latina di stati sovrani.

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Le chiese di Cori

La visita di Cori offrirà al turista sorprese a ogni angolo a partire dalla Chiesa di Santa Maria della Pietà realizzata in stile romanico, nella seconda metà del XII secolo, sui resti di un tempio romano, probabilmente dedicato a Diana e Fortuna. Entrando all’interno della chiesa, a tre navate e a croce latina, sono custoditi un candelabro pasquale del XII secolo, ad oggi considerato il più antico del suo genere; un sarcofago di scuola cosmatesca risalente al XII secolo e sull’altare il quadro della Madonna del Rosario del XVI secolo.

Altri luoghi di culto si rivelano preziosi scrigni di arte come la Chiesa e l’oratorio della SS. Annunziata costruiti tra il 1521 ed il 1526, ma restaurate in stile barocco nel corso del XVII secolo. Preziose sono le opere conservate al suo interno in particolare il quadro “San Carlo Borromeo” di Niccolò Pomarancio. Splendido è il soffitto a cassettoni dorati, su fondo azzurro, realizzato tra il 1672 e il 1676 da Luigi Guarnirei.

Una delle chiese più importanti di Cori è quella di Santa Oliva il cui interno è composto da 4 navate in stile romanico; fu edificata nella prima metà del XII secolo. Di pregevole fattura è la cappella del crocefisso o di Sant’Agostino con volta a botte e un’abside. Qui possiamo ammirare un magnifico ciclo pittorico che raffigura scene dell’Antico e del Nuovo Testamento risalente al 1533. Oggi l’ex convento è sede del Museo della città e del territorio.

Consigliamo di visitare anche la Chiesa di San Salvatore ristrutturata nel XVI secolo, al cui interno sono conservati, sull’altare, tre affreschi: quello centrale “Circoncisione di Gesù” (1597) di G. B. Ricci ed i laterali “Adorazione dei pastori” e l’”Adorazione dei Re” del 1610 entrambi opera di Anastasio Fontebuoni.

La cinta muraria

Splendida è anche la Cinta muraria di Cori, lunga circa 2 km, che si può visitare tramite un percorso turistico ad hoc. Le mura sono interrotte da alcune torri di fine II sec a.C. e lungo il suo percorso si aprono le tre porte di accesso alla città: le porte Romana, Ninfina (riprodotta a seguito della sua distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale) e Signina.

Il Ponte della Catena e il Pozzodorico

Le testimonianze storiche di Cori non finiscono qui, e al suo patrimonio si aggiunge anche il Ponte romano della Catena costruito nel I secolo a.C., che ancora oggi permette di attraversare l’omonimo Fosso della Catena nei pressi di Porta Ninfina; il ponte è ad un solo arco alto circa 20 metri ed è realizzato in opus quadratum, con i fianchi in pietra.

Nell’area sottostante il foro troviamo anche il cosiddetto Pozzodorico, una sorta di ampia piazza che poggia su un grande edificio di epoca romana del II secolo a.C. formato da quattro ambienti ed una cisterna.

Il Foro e il Tempio di Castore e Polluce

tesori archeologici di Cori si ampliano, addentrandoci in Via delle Colonne, dove un tempo si estendeva il foro dell’antica Cora; qui sono visibili, ancora oggi, resti di colonne, mosaici, cippi e tratti di mura poligonali. Nella zona più alta di Cori sorgono, all’interno dell’acropoli della città antica, quelli che si possono definire i simboli storici del borgo: il Tempio di Ercole risalente all’inizio del I secolo a.C. di ordine dorico; per la sua importanza storica è stato dichiarato monumento nazionale. Non meno interessante è il Tempio di Castore e Polluce edificato nell’area del Foro. I resti che si ammirano oggi risalgono al restauro avvenuto nel I secolo a.C. dell’antico santuario risalente al V secolo a.C.

I palazzi storici di Cori

Passeggiando per il centro storico di Cori, saremo attratti dalla bellezza dei numerosi palazzi tra cui il Palazzo Landi-Vittori del XVI secolo, situato presso Porta Romana e che ingloba nella sua struttura una torre difensiva del I secolo a.C.; presso porta Ninfina scorgiamo il Palazzo Chiari del XVI secolo; il Palazzo Riozzi-Fasanella realizzato nel XVI secolo e il Palazzo Prosperi del XVI secolo, oggi sede della biblioteca e dell’archivio storico comunale.

Cosa visitare nei dintorni di Cori

I dintorni di Cori permettono di scoprire angoli affascinati e mistici di questa parte del Lazio. A poca distanza dal paese, percorrendo la strada che lo collega a Rocca Massima, si trova il Santuario Madonna del Soccorso, luogo di culto che vede ogni hanno crescere il numero di pellegrini in visita. I centri storici più importanti come Norma con le rovine della vicina Norba (14,5 km), Sermoneta con il suo Castello Caetani (19,5 km) e Bassiano (24,2 km) che conserverebbero, almeno secondo la tradizione, tracce della presenza templare, meritano, di certo, un’attenta visita.

Nei dintorni troviamo anche l’affascinate Abbazia di Valvisciolo (31,1 km), anche per meglio comprendere le tematiche legate alla presenza templare della zona. Va inoltre rammentato che ci troviamo in un’area di estremo interesse naturalistico e ambientale, poichè le località citate si trovano alle pendici dei Monti Lepini. Oltretutto, la presenza, nei dintorni, dell’Oasi di Ninfa (13,3 km) da maggior valore a tutta l’area.

Informazioni turistiche

Comune di Cori
Via della Libertà, 36
Tel. +39 06.96.61.71
Sito Web del comune

Pro Loco Cori
Via della Libertà, 36
Tel. +39.06.96.78.443
Sito Web

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