Il portale del Lazio scomparso - Alla riscoperta dei luoghi di un passato lontano e carico di suggestione
 
 
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lazio città e paesi

Le città perdute del Lazio e i loro segreti...

Eremon Edizioni

Alla scoperta dei borghi del Lazio e delle sue"Città fantasma" con la presenza di molte foto a colori.



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CAMERATA VECCHIA

 

Accesso: sentiero montano
Comune: Camerata Nuova
Tipologi: ruderi su roccia
Origine: medioevale
Età di fondazione: 955 d. C.
Età di abbandono: 9 gennaio 1859
Motivo dell’abbandono: incendio
Modalità di visita: ingresso libero



L’accesso al sito

Da Subiaco o dal casello autostradale Carsoli-Oricola (A24) si raggiunge Camerata Nuova. Giunti in paese, si apre sulla destra, una piazzetta dove si può parcheggiare. Sulla destra della piazzetta si stacca la stradina checamerata vecchia conduce a Camposecco. Dopo aver camminato per circa 200 metri su questa stradina, si incontra, sulla sinistra, la sterrata che percorre il Fosso Fioio. Oltrepassato il bivio (ignorando la sterrata che porta a Fosso Foio) si prosegue sulla principale e, dopo altri 100 metri si incontra, sempre sulla sinistra, un’altra sterrata con indicazione “Madonna delle Grazie”. Si gira così a sinistra, si supera il ponte sul Fosso Luisa e, all’altezza di un tornante, si prende una mulattiera che si stacca sulla destra. Questa mulattiera costeggia per un tratto il fossato e va ad intercettare un sentiero che sale in diagonale. Si volta quindi a sinistra, si risale la costa boscosa a monte del Fosso Luisa, e si giunge, intorno a quota 1170, ad un bivio a “T”. Voltando a sinistra (a destra si arriva in pochi minuti alla Chiesa della Madonna delle Grazie) si arriverà in breve a toccare le antiche rovine di Camerata Vecchia. Il tempo di percorrenza è di circa 1 ora.



Il luogo e la posizione

I ruderi di Camerata Vecchia sorgono su una rupe calcarea posta al margine più orientale di un lungo costone la cui parte sommitale coincide con il Monte Camposecco. Questa elevazione è una delle più occidentali del gruppo dei Monti Simbruini dove questi si fondono con i vicini Carseolani del versante abruzzese. Situata a 1220 metri d'altezza, la costa rocciosa dove sorgono le rovine di Camerata domina a sud il profondo solco di Fosso Fioio mentre a nordovest si trova il grande piano carsico di Camposecco. Visitando questi luoghi si resta affascinati dalla vista delle antiche mura ma nel contempo si può rimanere confusi nel sapere che solo un secolo e mezzo fa lì viveva gente, artigiani, contadini e pastori, costretta ad abbandonare precipitosamente il paese natio e portare con se solo poche cose. Per ricominciare di nuovo, per poter vivere ancora…



Le vicende storiche

I primi cenni storici su Camerata sono datati 955 quando era in pieno svolgimento il processo dell’incastellamento che coinvolse tutti i paesi della Valle dell’Aniene e non solo. Da alcuni documenti si evince chemonte intorno alla metà del X secolo l’abate di Montecassino diede in enfiteusi la Chiesa di San Salvatore a Rainaldo, il Conte dei Marsi. Per un periodo abbastanza lungo i Conti dei Marsi dominarono su gran parte del territorio Carseolano annettendo man mano varie terre fino ai margini dei possedimenti della potente Abbazia di Subiaco. In seguito, alcune contrade nei dintorni di Camerata vennero cedute all’abbazia sublacense e questa le diede poi in usufrutto agli stessi Conti dei Marsi insieme a Camerata. Le notizie sulle vicende di Camerata nel periodo medievale sono molto scarse: quello che si sa di sicuro è che il borgo passò di mano in mano a varie famiglie dello Stato della Chiesa. Sappiamo notizie più certe sulle vicende di Camerata a partire dal 9 gennaio 1859 quando l’abitato venne completamente distrutto da un devastante incendio. Gli abitanti fuggiti a valle, trovarono rifugio sul Monte Colle di Mezzo in corrispondenza dello sbocco della Valle di Fioio. Il nuovo insediamento venne alla luce anche grazie al generoso contributo di papa Pio IX che prese dal suo patrimonio personale 300 scudi per donarli al paese. Il denaro doveva servire per avviare in modo deciso l’opera di costruzione del nuovo insediamento che sarebbe dovuto sorgere 400 metri più a valle e con un tessuto urbano del tutto diverso. Per onorare le gesta del Pontefice, si pensò di chiamare il nuovo borgo Pio Camerata. Questa iniziativa però non diede i suoi frutti dato che poco più tardi al paese venne assegnato il nome di Camerata Nuova.



La visita al sito

L’antico borgo di Camerata Vecchia versa purtroppo in condizioni di forte abbandono non solo per la violenza dell’incendio che lo devastò nel gennaio del 1859 ma anche per il fatto che si trova abbarbicato su una rupe rocciosa a 1220 metri d'altezza e quindi in ambiente impervio e non facilissimo da raggiungere. Quello che si può osservare sono i ruderi delle mura di cinta, sparsi qua e là nella cerchia del nucleo abitato, l’arco di sostegno della Chiesa di San Salvatore e alcune case nei presi della chiesa. L’origine del nome risale alla natura delle case del vecchio paese; molte di queste infatti erano parzialmente scavate nella roccia e prendevano il nome di “camerae”. Altre abitazioni erano interamente costruite in pietra ed erano adagiate sui fianchi scoscesi della rupe che caratterizzava tutto l’antico borgo. Le ultime ricerche hanno portato alla luce i resti di un tempietto di cui abbiamo solo alcune notizie frammentarie e spesso discordanti tra loro. La visita del sito richiede comunque un po’ di attenzione soprattutto per la natura del terreno su cui sono adagiate le rovine. Non essendoci un itinerario di visita delineato, per osservare le varie strutture, dai resti delle mura alle varie abitazioni, ci si dovrà districare tra speroni rocciosi e terrazzamenti, non sempre facili da raggiungere.



Curiosità

Le “arche” di Camerata

Un’antica tradizione presente a Camerata Nuova è la costruzione delle “arche”, caratteristiche cassapanche utilizzate per contenere vivande, indumenti e attrezzi da lavoro. Gli abili artigiani che le costruiscono sono chiamati arcari e per poterle realizzare utilizzano legno di faggio, molto abbondante nei dintorni del paese. Le arche sono costruite senza l’ausilio di viti o chiodi ma solamente incastrando listelli di legno, spesso intarsiati, che danno ad ogni opera un loro caratteristico aspetto. Questi particolari contenitori, che possono essere smontati e rimontati in breve tempo, furono molto utili alla popolazione, quando nel 1859 Came-rata venne distrutta dall’incendio. Nei pressi delle rovine di Camerata Vecchia sono stati trovati frammenti di legno appartenenti ad alcune arche datate agli inizi del XIX secolo. Grazie ad alcuni scritti si sa che l’utilizzo delle arche risale al 1780 ma da recenti studi si è appreso che questa tradizione avrebbe un’origine molto più antica.



CAMERATA NUOVA

Camerata Nuova, situata a 810 metri sul livello del mare, è uno dei comuni più alti del Lazio ma anche uno dei menoescursioni popolosi dato che gli abitanti sono circa 500. Il suo territorio comunale è interamente compreso nel Parco Naturale dei Monti Simbruini e offre al visitatore luoghi ancora incontaminati di grande valenza sia naturalistica che paesaggistica. Le montagne che circondano Camerata Nuova sono ricche di itinerari da percorrere sia a piedi che a cavallo e non mancano le piste per lo sci di fondo, particolarmente numerose nei pressi del grande piano carsico di Camposecco. Il paese di Camerata Nuova ha una storia relativamente recente dato che il primo nucleo sorse dopo l’incendio che nel 1859 distrusse il vecchio paese situato più a est e 400 metri più alto alle falde della lunga cresta del Monte Camposecco. Nonostante tutto, non mancano alcune note di interesse che caratterizzano questo borgo adagiato in una delle più suggestive valli del Lazio. Se mancano come è ovvio monumenti di rilievo storico e architettonico i paesani non hanno dimenticato le loro tradizioni tra le quali possiamo annoverare la sagra della braciola istituita nel 1959 in occasione del primo centenario dell’incendio che distrusse Camerata Vecchia (prima domenica dopo il 17 gennaio). Meta di pellegrinaggi è il Santuario della Madonna delle Grazie e nella parrocchiale di Santa Maria Assunta è conservata una statua lignea della Madonna salvata dall’incendio di Camerata Vecchia. Del bagaglio delle tradizioni cameratane fanno parte anche “l’asta deji atrizzi” che si svolge in occasione della festa dei patroni (prima domenica dopo l’8 settembre) e la manifestazione “Quanno ci stea sou macchia e ceu” rivisitazione dei mestieri ormai scomparsi. A proposito di mestieri scomparsi è da ricordare che Camerata è anche famosa per i suoi “arcari” maestri artigiani del legno dediti alla costruzione delle arche che non vorremmo mai diventasse un mestiere dimenticato.

 

 

 
 

ninfa

Ninfa

Camerata vecchia

 

Sagre e fiere del Lazio

Rubrica in aggiornamento, con segnalazioni di fiere di paese, sagre di carattere gastronomico, eventi culturali e manifestazioni tipiche del Lazio.

 

 

Oasi naturali e parchi del Lazio

Sezione in aggiornamento, in cui sono elencati i parchi naturali, le riserve e le oasi naturali e protette del Lazio.