Storia di Civita di Bagnoregio

Ripercorri gli eventi storici principali di Civita, dalle origini fino ai giorni nostri, che hanno permesso la nascita e lo sviluppo di questo splendido borgo laziale.

Le Origini di Civita di Bagnoregio

Dalle origini al dominio dell’Impero Romano

Eppure fu proprio l’abbondanza di acque, assieme al rigoglio della vegetazione, a spingere gli uomini, sin dai tempi più remoti, a vivere in questi luoghi. Patria del monaco-filosofo francescano San Bonaventura e del saggista-romanziere Bonaventura Tecchi, Civita di Bagnoregio ha infatti origini antichissime. La zona fu abitata sin dall’epoca villanoviana (IX-VIII secc. a. C.), come testimoniano vari ritrovamenti archeologici. In seguito vi si insediarono gli etruschi, che fecero di Civita (di cui non conosciamo l’antico nome) una fiorente città, favorita dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo.

Del periodo etrusco rimangono molte testimonianze: di particolare suggestione è il cosiddetto “Bucaione”, un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell’abitato, e che premette l’accesso, direttamente dal paese, alla Valle dei Calanchi; in passato erano inoltre visibili molte tombe a camera, scavate alla base della rupe di Civita e delle altre pareti di tufo limitrofe, e che purtroppo furono in gran parte fagocitate, nei secoli, dalle innumerevoli frane. Del resto, già gli stessi etruschi dovettero far fronte ai problemi di sismicità e di instabilità dell’area, che nel 280 a. C. si concretarono in scosse telluriche e smottamenti.

Civita di Bagnoregio | Cosa vedere e come visitare Civita di Bagnoregio
Scorcio caratteristico del paese

Dalle invasioni barbariche al Medioevo

Le invasoni barbariche

All’arrivo dei romani, nel 265 a. C., furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane e di contenimento dei torrenti avviate dagli etruschi. Sicché, assicurata una certa tranquillità, la prerogativa di Bagnoregio quale centro commerciale venne consolidata, anche in virtù della comodità d’accesso alla strada che da Bolsena portava al Fiume Tevere, allora solcato dalle navi mercantili. Ma paradossalmente, la stessa prossimità alle maggiori vie del commercio decretò la crisi di questo ricco insediamento. Con il collasso dell’Impero Romano, Bagnoregio si trovò ad essere facilmente soggetta alle scorrerie delle orde barbariche, finendo man mano sottomessa, tra il 410 ad il 774, ai visigoti, ai goti, ai bizantini e ai longobardi, sino a quando Carlo Magno la liberò e la consegnò alla Chiesa. Proprio a cavallo tra i secoli VIII-IX iniziò peraltro ad affermarsi il toponimo di Balneum Regis (divenuto più in là Balneoregium, Bagnorea ed in ultimo Bagnoregio), letteralmente il “Bagno del Re”, dalla leggenda secondo cui il sito avrebbe ospitato già dall’epoca romana una stazione termale, frequentata in seguito dal re longobardo Desiderio per curare una grave malattia.

Il Medioevo

Successivamente, il Medioevo alternò momenti di pace a momenti drammatici, come quello legato alla tirannide dei Monaldeschi della Cervara, che finirono cacciati da una feroce rivolta popolare. La città divenne “libero comune” per un breve periodo (nel XII sec.), per poi entrare definitivamente nel patrimonio della Santa Sede. Tuttavia, nuovi pericoli erano in agguato. Venuto meno il grande sistema di opere pubbliche romane, ormai da centinaia di anni erano stati lasciati in sospeso i lavori di regolarizzazione delle acque. D’altro canto, l’intenso sfruttamento agricolo delle campagne nei pressi dei calanchi, con la sostanziale riduzione della copertura boschiva, aveva privato il terreno, già fin troppo instabile, della sua naturale “armatura”, costituita appunto dalle radici degli alberi.

Il ritorno alla vita di Civita

Il declino e la rinascita di un borgo

La catastrofe, dunque, era ormai vicina. Fino al XVII secolo, la città si estendeva allora su un vastissimo altopiano, di cui oggi rimangono soltanto due spezzoni, e possedeva ben cinque porte: Civita, che ne rappresentava il fulcro, era infatti congiunta all’attuale Bagnoregio, che al tempo non era altro che un quartiere e si chiamava Rota. Tutto ciò scomparve nel fatidico 1695, quando un terribile terremoto provocò il franamento delle parti più esposte a valle dell’abitato di Bagnoregio, nonché dell’unica via d’accesso che univa l’abitato a Rota. E non era finita. L’abitato, ormai decisamente ristretto e in via di spopolamento, ebbe nel 1764 un vero colpo di grazia, con il crollo di altre porzioni della cittadina. Iniziava, così, il suo inesorabile declino da nobile e vetusta cittadina ad umile borgo agricolo, semidiruto, semiabbandonato e vittima, più volte e fino a tempi recenti, di ulteriori distruzioni.

Negli ultimi anni a causa del suo lento ed inesorabile disfacimento le fu attribuito la definizione di “città che muore”. Nonostante ciò la sua stessa natura e la particolarità del borgo furono motivi di un rinnovato interesse verso Civita di Bagnoregio e il costante aumento del flusso turistico riportò il paesino a nuova vita. Oggi è un magnifico borgo, tra i più apprezzati del Lazio e non solo, tanto da essere inserito nella lista dei Borghi più Belli d’Italia e candidato a Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

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Informazioni turistiche

Civita di Bagnoregio
Comune di Bagnoregio
Piazza S. Agostino, 21
Tel. +39 0761.78.08.15/8
Sito Web del comune

Pro Loco di Bagnoregio
Tel. +39 0761.78.08.33
Sito Web: www.prolocobagnoregio.it

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