CASTELLO CANTELMO




Il Castello Cantelmo sorge sulla cima del Monte Albeto, l'alta collina rivestita di uliveti alle cui pendici è arroccata Alvito, in posizione panoramica sull'Alta Val di Comino. Raccontare la storia di questa ridente cittadina e del suo maniero significa ripercorrere la storia dell'incastellamento della piana cominense. Mentre Alvito risalirebbe ad antichissimo insediamento sannita, poi divenuto colonia romana con il nome di Cominium (III sec. a. C.), l'edificazione di un primo fortilizio medievale ci porta alla fine del XI secolo, ad opera probabilmente dai Conti dei Marsi, casato di stirpe longobarda. Essi diedero il via al primo nucleo dell'attuale frazione di "Castello", posta in pozione ben difendibile. Intanto l'area della città romana andava spopolandosi, sostituita da miseri villaggi sparsi nelle campagne e costituiti da case raggruppate attorno qualche chiesetta, alle strette dipendenze della potente Abbazia di Montecassino. Passato poi ai Conti d'Aquino grazie ad una concessione da parte degli stessi monaci benedettini (ma le notizie a riguardo non sono certe), il Castrum Albeti divenne una vera e propria cittadella militare, che, pur d'esigue dimensioni, vantava una struttura urbana razionale e piuttosto articolata, con ben tredici porte d'accesso; la rocca si presentava già allora imponente e ben munita di armi, baluardo di confine del Regno delle Due Sicilie, facente parte di una rete di fortificazioni voluta dal sovrano Ruggero II. castello cantelmo
Tuttavia, nel 1349 un violento terremoto portò al crollo del borgo fortificato e del primitivo castello, sotto le cui macerie perì l'intera famiglia dei D’Aquino, rappresentata all'epoca da Adenolfo III. Subentrati i Cantelmo (imparentati con i D’Aquino e sostenuti dagli Angioini), questi, nella persona del Conte Rostaino, avviarono immediatamente la ricostruzione dell’oppido e del maniero, affidata al maestro Londolfo: i lavori (che a fasi alterne sarebbero continuati per più di un secolo), portarono alla nascita di una vera e propria fortezza, la quale si presentava come un capolavoro di architettura militare. Tale magnificenza coincise col periodo di massimo splendore di Alvito, che si ripopolò enormemente, arrivando a più di diecimila abitanti e divenendo una sorta di "capitale" per l'intera Val di Comino e per il vasto regno che i Cantelmo si stavano ritagliando fra Lazio, Abruzzo e Campania.



Visita al Castello Cantelmo

Oggi, del castello Cantelmo rimane in piedi la spessa cinta muraria che cinge la pianta trapezoidale, mentre si presentano in vario stato i possenti torrioni posti agli angoli del perimetro, di cui quello a sud-est conserva tracce della merlatura. Salendo da Alvito, si vedono resti di mura protese a valle, verso la cittadina, residuo, probabilmente, della ristrutturazione dei Cantelmo, alla quale del resto va fatto risalire l'attuale aspetto del fortilizio, come attestano le tracce, sul lato Ovest, dello stemma familiare, che reca l'immagine di un leone. Dal cortile principale interno, dove si possono notare aperture a rosone e a monofore, spicca il corpo relativo alla prima fase di ricostruzione, riconoscibile dalle torri quadrate - anticamente collegate tra loro da camminamenti dicastello cantelmo ronda -, e che forse ospitava la sala centrale del castello vero e proprio, ove erano le dimore nobili e le sale di rappresentanza, poste nella zona a Sud verso la piana cominense. Di fatto, prima dei crolli avvenuti nel Dopoguerra esisteva un ampio salone interno con volte gotiche, ora andato perduto. Solo appena percettibile è invece il fossato, che anticamente circondava la fortezza quattrocentesca, e nulla rimane degli ambienti riservati alla guarnigione. In ogni caso, le cronache medievali attestano che il fortilizio disponesse di numerosi accorgimenti architettonici tesi a far cadere in trappola gli assedianti, in quali, una volta penetrati nel primo circuito murario, si sarebbero trovati chiusi in una struttura concentrica, con scarse possibilità di battere in ritirata.
La visita alle rovine del Castello Cantelmo può forse deludere per la scarsa valorizzazione del luogo, che meriterebbe senz'altro una maggiore considerazione, ma resta assai interessante per la maestosità dell'edificio e per la suggestione degli scorci che si creano fra questo, le stupende montagne marsicane e la sottostante Val di Comino.



Appunti di Viaggio e Informazioni Turistiche

Comune Alvito (FR)
Piazza Marconi, 1
03041Alvito (FR)
Tel. +39 0776.51.01.01
Fax +39 0776.51.01.01
Sito Web: www.comune.alvito.fr.it


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Come arrivare a Castello Cantelmo

Da Sud: Autostrada A-1 uscita Cassino e poi superstrada per Sora.
Da Nord: Autostrada A-1 uscita Frosinone e poi superstrada per Sora.

Giunti infine ad Alvito, salire alla frazione Castello. Si parcheggia nella frazione Castello e per via intuitiva si visita la struttura, parzialmente restaurata. Per effettuare una visita guidata si consiglia di contattare Bernardo Mattiucci dell’Associazione Outdoor Emotions (3493215261).


Cosa Visitare nei dintorni del Castello Cantelmo

Dopo una passeggiata nelle graziose frazioni di Castello e Sant'Onofrio, si consiglia una visita ad Alvito, cittadina interessante per la ricchezza di tradizioni artigianali (ferro battuto, panieri in vimini, ricamo, pizzo e merletto) e di prodotti tipici, fra cui spiccano i torroni di pasta di mandorle ricoperti di cioccolato fondente, un dolce risalente addirittura alla fine del XVIII secolo. Quanto ai monumenti, vanno citati almeno il Palazzo Ducale, il Convento di San Nicola, la Parrocchiale di San Simeone, la pittoresca Casina Ferrante e l'antica chiesa rurale di Santa Maria del Campo. Dai vari belvedere, inoltre, si gode un panorama incantevole sulla vallata sottostante, tutta coltivata, e sui Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, con le loro alte e scenografiche vette, candide per molti mesi dell'anno. Notevoli anche i dintorni di Alvito: dalla strada per Campoli Appennino si può raggiungere la Fossa Maiura, un'enorme dolina carsica che dà vita alle sorgenti del Fibreno. Non lontano è infine San Donato Val di Comino, uno dei centri più accoglienti e meglio conservati della Val di Comino, raggiungibile per una strada che attraversa una splendida campagna e dominato dai resti di una rocca. A tal proposito, si può abbinare alla visita di Alvito quella al poderoso Castello di Vicalvi, situato in direzione di Sora; nei pressi, da non perdere il magnifico Lago di Posta Fibreno, vero gioiello di una zona tanto ricca di bellezze storiche e naturali.


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